Coitaliano

La biblioteca virtuale del COI

Archivio per il tag “Livello B2”

Schede di grammatica

grammatica mijn zuster ursula is goed in grammatica zij kan er meer ...Vi segnaliamo questo archivio sul sito di Loescher Editore con 40 schede di grammatica, dagli articoli fino al periodo ipotetico: Archivio di grammatica

Buon lavoro!

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Perché Sanremo è Sanremo…

Festival Sanremo 2014 biglietti, i prezzi dei tagliandiOggi ultima serata del Festival di Sanremo con la premiazione del vincitore.

Ci scommetto che, anche se non lo dite, un po’ lo avete guardato. Anche solo una piccola sbirciatina…

E chissà se l’hanno seguito anche i nostri alunni. Sarebbe interessante chiedere loro se l’hanno fatto e quali sono state le loro canzoni preferite e, magari, in base alle loro scelte, potremmo proporre uno delle tante attività preparate dal Laboratorio per la comunicazione interculturale e didattica dell’università Ca’ Foscari di Venezia proprio sulle canzoni del festival.

Per ogni pezzo, infatti, è stata predisposta una scheda con esercizi di preascolto, ascolto e comprensione: http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=199774

Perché non provare? Si potrebbero usare i video delle esibizioni che si trovano su you tube e, perché no, anche approfittarne per ripassare il lessico dell’abbigliamento chiedendo agli studenti di commentare gli abiti e l’aspetto dei cantanti.

Si potrebbe creare un’atmosfera da “talk show” e far confrontare, educatamente ;-), le opinioni degli studenti.

Allora, buon ascolto!

Modi di dire

Nella scheda che vi postiamo oggi trovate un elenco di modi di dire molto diffusi in italiano con la spiegazione del significato:

Espressioni Idiomatiche Italiane

Come suggerisce Domenico, potreste provare a usarli per questa attività. Potreste chiedere agli studenti di:

– provare a interpretare alcune espressioni idiomatiche, prima di spiegare loro il significato;
– provare a spiegare in italiano un’espressione idiomatica che si usa nella lingua dello studente con un significato simile a quella presa in esame.
Oggi, alla lista, aggiungiamo un altro modo di dire. Cosa vorrà mai dire “Chiudere un occhio”?
Scopritelo con questo video:

 

Potete cercarne altri anche qui: Dizionario dei modi di dire

Imparare l’italiano: materiali per l’apprendimento

ABC Badanti viverelascuolaitaianaIl Rotary International ha creato il progretto Alfabetizzazione e messo a disposizione sul proprio sito internet una serie di strumenti per l’apprendimento della lingua italiana.

I materiali non trattano solo di italiano per la comunicazione ma anche di linguaggi specialistici, molto utili nel mondo del lavoro. Ci sono testi dedicati al lavoro di assistenza socio-sanitaria, nel mondo della ristorazione, nell’agricoltura e in molti altri settori.

Cosa molto importante, ci sono anche materiali utili per la comunicazione in ambito sanitario e scolastico.

Molti testi sono scaricabili direttamente dal sito.

Ecco qui il link: Progetto alfabetizzazione

Mi piace…non mi piace

MI PIACEOggi vi proponiamo un esercizio di scrittura che può essere usato con studenti di diversi livelli, da quello elementare a quello avanzato.

Si chiede agli studenti di dividere il foglio in due colonne, scrivendo su una “Mi piace” e sull’altra “Non mi piace”, come nell’immagine, e di scrivere poi una lista di cose che piacciono o non piacciono.

La lista può essere a tema libero oppure riguardare un argomento specifico (cibo, azioni quotidiane, usanze, comportamenti umani, ecc.).

Interessante è poi leggere insieme a tutta la classe le liste di ogni studente, chiedendo anche la motivazione della scelta e lasciare che gli studenti si confrontino tra di loro, passando dalla scrittura a un’attività di conversazione.

Oltre a farci conoscere meglio i nostri studenti e la loro “visione del mondo”, questo esercizio, pur nella sua semplicità, ci permette di lavorare anche su alcuni aspetti linguistici:

Mi piace/Non mi piace + sostantivo singolare —> Mi piace il rosso./ Non  mi piace la carne.

Mi piacciono/Non mi piacciono + sostantivo plurale —> Mi piacciono i vestiti eleganti./Non mi piacciono le persone maleducate.

Mi piace/Non mi piace + infinito —> Mi piace nuotare./Non mi piace guardare la televisione.

Mi piace-Mi piacciono/Non mi piace-Non mi piacciono + sostantivo + proposizione relativa (che) —> Mi piacciono le persone che sorridono./ Non mi piacciono le persone che alzano la voce.

Vi invito a fare questa attività e vedrete che usciranno anche cose molto interessanti, profonde e personali.

Dimenticavo… Se la provate in classe, fateci sapere come va!

Italiano lingua adottiva

stiloPost un po’ poetico. Lo dichiaro subito. Oggi va così.

Quando una lingua da funzionale diventa adottiva?

Quando non serve solo ad esprimere fatti, eventi, cose concrete come cercare un lavoro e districarsi nella burocrazia. Quando si riempie di emozioni, pensieri, speranze, sogni, punti di vista, affetti. Quando le nuove parole diventano la nostra nuova casa.

E voi, “abitate” già le parole dell’italiano?

Vi lascio con questo bellissimo esempio di italiano lingua “adottiva”: un testo di una poetessa romena che si è trasferita in Italia quando aveva dodici anni e che ci racconta il suo viaggio nel nuovo paese e nella nuova lingua.

Cosa aspettate a scrivere anche voi?

AUTOBIOGRAFIA

“Gridai e piansi sbattendo la porta
dietro cui imparai a essere straniera
per l’ultima volta, e via.
Una stazione affollata,
orari e biglietti, turisti, negozi e luci al neon.
Nessuno mi accolse, nessuno mi disse
che c’era un sottile veleno
nelle tossiche fluorescenze che respirai.
corpi modellati e sorrisi truccati
camminavano in sgargianti sudari
in perfetta finzione di umanità.
Un nodo in gola, una nausea rancida
serrarono in un blocco di cemento
Speranza e Paura.
Giorni e mesi affogarono e poi
in orari e biglietti, indirizzi, annunci,
conti e formulari,
che occuparono il mio nome e il mio corpo.
Una prigione di parole che non
significavano mai me
e tutto era uno scadente surrogato di tutto,
ma seppi dare dei nomi almeno
a ciò che non ero.
E così, lentamente, colori e sapori rivennero a me,
mi riconobbero uno per uno:
seppi di nuovo sorprendermi e ridere,
capire di nuovo le delicate avances
dei raggi di sole sulla mia pelle,
seppi di nuovo essere
un amore ancora non dato.
Allora cominciai a leggere le tracce,
le impronte invisibili che tra le troppe icone del mondo
ognuno lascia mentre insegue
la sua schiavitù o la sua libertà.
Fu allora che incontrai i ribelli,
mi tuffai nel mare benedetto della diversità,
e ingaggiai la mia battaglia contro
l’impero dei mille morti
che soggioga il mondo in perfetta finzione di umanità…
Ma questa è un’altra storia, amore mio,
e oggi che ho imparato
a morire e resuscitare più volte un po’
volevo solo dirti che adesso
che amo in una lingua che non imparai da mia madre,
io imparo piano piano a essere pianta,
stupendo, generoso modo di essere,
che accoglie ogni giorno un nuovo sole
sorto al posto di quello di ieri,
e porgere frutti maturati senza violenza
per guadagnarmi così un minuscolo pezzo d’eternità,
io imparo a essere pianta,
e le mie radici sono impronte
che ho lasciato, che furono lasciate in me,
e percorrono i nostri mondi.”

(Livia Claudia Bazu, poetessa romena)

La casa di essere

Dopo tanto tempo, eccoci qui. Di nuovo attivi sul blog del COI!

Oggi è la Giornata Europea delle Lingue. E quale giorno migliore per riprendere a postare sul blog?

Visto che la frase che accompagna l’italiano sul poster che l’Unione Europea ha preparato per questa giornata è: “La grammatica è l’anima di una lingua e le parole ne sono il corpo” (Cesare Cantù), perché non farlo proprio parlando di un argomento di grammatica e di quelli anche un po’ difficili?

Ebbene sì, oggi parliamo dei verbi che, al passato prossimo, si costruiscono con il verbo essere. Niente paura! Per fortuna, c’è la “casa di essere”, un’abitazione con strani inquilini che vanno, vengono, entrano, escono, salgono, scendono, in un continuo via vai.

Si tratta di un immagine che si vede da un po’ sul web su siti, pagine facebook, blog che si occupano di italiano per stranieri e che, con semplicità, riesce a dirci con quali verbi dobbiamo usare ‘essere’ e non ‘avere’ al passato prossimo.

Ve lo ricordate il passato prossimo?

Image

Allora, perchè non provate a costruire una frase per ciascun verbo o una breve storia di cosa hanno fatto questi inquilini? Libero spazio alla fantasia!

E, se volete, inserite i vostri lavori nei commenti. Saremo felicissimi di leggerli!

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