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Perché Sanremo è Sanremo…

Festival Sanremo 2014 biglietti, i prezzi dei tagliandiOggi ultima serata del Festival di Sanremo con la premiazione del vincitore.

Ci scommetto che, anche se non lo dite, un po’ lo avete guardato. Anche solo una piccola sbirciatina…

E chissà se l’hanno seguito anche i nostri alunni. Sarebbe interessante chiedere loro se l’hanno fatto e quali sono state le loro canzoni preferite e, magari, in base alle loro scelte, potremmo proporre uno delle tante attività preparate dal Laboratorio per la comunicazione interculturale e didattica dell’università Ca’ Foscari di Venezia proprio sulle canzoni del festival.

Per ogni pezzo, infatti, è stata predisposta una scheda con esercizi di preascolto, ascolto e comprensione: http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=199774

Perché non provare? Si potrebbero usare i video delle esibizioni che si trovano su you tube e, perché no, anche approfittarne per ripassare il lessico dell’abbigliamento chiedendo agli studenti di commentare gli abiti e l’aspetto dei cantanti.

Si potrebbe creare un’atmosfera da “talk show” e far confrontare, educatamente ;-), le opinioni degli studenti.

Allora, buon ascolto!

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Tutto cambierà

Oggi si parla di futuro e di desideri da realizzare. Chi non ne ha?

Proviamo a farlo con un attività che prende spunto dalla canzone di Neffa, Cambierà.

Pronti ad ascoltarla?

Qui trovate l’attività (livello B1): Tutto cambierà

L’imperfetto

Di cosa parliamo oggi? Il titolo della canzone non lascia dubbi: l’imperfetto, in particolare quello dell’indicativo.
Usare una canzone per insegnare un po’ di grammatica può essere divertente e stimolante per gli studenti.

Il video è ricco di immagini suggestive. Si possono mostrare senza audio e lasciare che gli studenti facciano ipotesi sul contenuto della canzone. Così è più interessante!

Ecco il testo della canzone:

Era, pioveva
C’era qualcosa che non si vedeva
Respirava qualcosa respirava
Nella stanza della sposa si nascondeva
Eppure si muoveva

Ancora, dimmelo ancora
Che tutto ritornava così com’era
Come bruciava e si disperdeva
E come tornava
Ogni volta che partiva

Piangeva
E si stancava
Come sabbia nel tempo si trasformava
E però esisteva
E si incarnava
E a volte ero sicuro che nasceva
E che ricominciava
Che saliva E scendeva
Chiamava e si rispondeva
Meravigliava
E produceva
Ed espelleva suoni
Suoni che rubava

Era, pioveva
Ma così piano che nessuno se la prendeva
Così per poco
Che poco ci mancava
Mentre guardava un telefono che suonava
e che non la smetteva

Non parlava
però sapeva tutto quello che gli bastava
quello che credeva
quello che non vedeva
così preciso ed imperfetto
che nessuno lo incastrava
se non voleva, ringraziava
con un inchino da domatore le salutava
e poi chiedeva
e chiedeva o prendeva
e come un messicano si allontanava.

Vi siete accorti che manca un verbo molto importante? Qual è?

In italiano usiamo l’imperfetto per:

1) raccontare un sogno;
2) raccontare un ricordo o un’esperienza emotiva nel passato;
3) parlare di un’abitudine al passato;
4) descrivere una situazione del passato.

E adesso, l’unica cosa che manca sono i vostri racconti!

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